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Quando sono stati (per modo di dire) addomesticati i gatti?

Le origini del gatto domestico.

I gatti domestici provengono tutti da gatti selvatici chiamati Felis silvestris lybica, della famiglia dei Felidi.

La famiglia Felidae è stata suddivisa in tre generi:

  • Panthera (gatti che ruggiscono: leoni, tigri, leopardi, leopardi delle nevi, leopardi nebulosi e giaguari)
  • Acinonyx (il ghepardo)
  • Felis (tutti gli altri gatti ‘piccoli’)

La coesistenza di gatti e umani è evidente dai reperti fossili dei primi insediamenti umani, sebbene si presumesse che fossero gatti selvatici.

Fino a qualche tempo fa, si pensava che lo sviluppo del vero addomesticamento fosse avvenuto in Egitto circa 3600 anni fa, tuttavia, prove più recenti mostrano che l’addomesticamento felino è avvenuto probabilmente circa 10.000 o 12.000 anni fa in Medio Oriente, nella regione della Mezzaluna Fertile.

La prima vera testimonianza di addomesticamento, proviene da un gatto che è stato trovato deliberatamente sepolto con il suo proprietario in una tomba a Cipro, circa 9500 anni fa, e si presume che l’addomesticamento sia iniziato qualche tempo prima poiché non c’erano gatti nativi a Cipro.

Le prime prove di depositi di grano da parte dell’uomo, provengono da Israele circa 10.000 anni fa, con lo sviluppo di questi depositi c’è stato un aumento della popolazione del topo domestico, questo aumento di topi si pensa abbia prima attratto i gatti selvatici e poi portato al loro successivo addomesticamento.

I gatti più tolleranti nei confronti degli umani avrebbero avuto maggiori probabilità di avvicinarsi agli insediamenti umani e questa autoselezione avrebbe aiutato nel processo del loro addomesticamento.

Nell’antico Egitto il gatto era considerato sacro e aveva diritto ad una sepoltura nei cimiteri.

Grazie ai romani, i gatti si diffusero in tutta Europa ed entro l’XI secolo si trovavano anche in Asia. Essendo molto tenaci e flessibili, poterono raggiungere anche il Nuovo Mondo con le navi.

Infatti analizzando l’antico DNA dei resti di gatti rinvenuti nelle città portuali, gli scienziati hanno concluso che i gatti venivano portati con sé sulle navi, molto probabilmente per aiutare a proteggere le scorte di cibo a bordo uccidendo i roditori. Ciò ha permesso ai gatti di diffondersi in tutto il mondo.

Fino al Medioevo i gatti erano considerati nemici naturali dei roditori, in quanto contribuivano a contenere le malattie diffuse da questi ultimi. Nei monasteri erano spesso gli unici animali ammessi.

Con la riforma, tuttavia, per i nostri amici felini iniziarono tempi difficili. Precedentemente considerati un simbolo di femminilità e maternità, vennero accusati del contrario: demoni maligni o compagni insidiosi di streghe e negromanti.

Nel XVIII secolo, i ratti grigi provenienti da Oriente invasero l’Europa, in quel momento il gatto di casa riacquistò quindi la sua reputazione, dato che poteva essere tenuto senza problemi anche nelle panetterie o nelle osterie.

Una teoria riguardo l’addomesticamento dei gatti, e che i gatti selvatici originali (Felis sylvestris lybica) non siano stati deliberatamente addomesticati e selezionati solo per il controllo di topi, roditori e vari, ma per la loro “cordialità”, e allontanandosi gradualmente dai loro parenti “selvatici” si siano adattati alla caccia ai parassiti trovati intorno agli insediamenti umani.

Infatti, almeno nelle prime fasi dell’addomesticamento, altri animali come furetti e cani sarebbero stati in realtà molto più efficaci ed efficienti se lo scopo fosse stato solo il controllo dei parassiti.

In entrambi gli scenari, diversi tratti dei gatti, tra cui le loro piccole dimensioni, la natura sociale, il linguaggio del corpo, l’amore per il gioco, l’elevata intelligenza e forse una tendenza innata tra tutti i piccoli felini verso la mansuetudine, potrebbero aver facilitato il loro addomesticamento.

L’analisi genetica ha dimostrato che il DNA dei gatti domestici moderni in tutto il mondo è quasi identico a quello di Felis sylvestris lybica, mostrando chiaramente che è questa specie che ha dato origine ai nostri gatti domestici.

Il Felis sylvestris lybica sopravvive ancora oggi ed è un cacciatore notturno solitario con un aspetto simile ai gatti soriani domestici, sebbene un mantello un po’ più chiaro (color sabbia).

Il Felis catus come specie è quindi nata dai gatti selvatici che vivevano a stretto contatto con gli umani, tuttavia, questo non dovrebbe essere considerato come “addomesticamento”.

Un’ interessante teoria propone che il gatto non sia stato addomesticato, ma che si sia unito all’essere umano, addomesticandosi per così dire da solo, anche se per quel che riguarda la domesticazione vera e propria, il gatto, a differenza di altre specie animali, ha mantenuto la sua indipendenza fino ad oggi.

In fatti, generalmente, sono perfettamente in grado di sopravvivere in natura, procurandosi ciò di cui vivere e un riparo, in effetti molti tornano a un’esistenza selvaggia.

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