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Perchè i gatti cadono sempre in piedi? Fisica!!

Il motivo scientifico per cui i gatti “cadono sempre in piedi, si chiama riflesso di raddrizzamento o riflesso verticale.

Il mito che i gatti abbiano nove vite è strettamente legato alla loro capacità di atterrare in piedi ed evitare un certo destino quando saltano da grandi altezze.

Ma la verità è che c’è una ragione scientifica per cui i gatti possono atterrare in piedi e sono così aggraziati nel farlo.

Ma da dove derivano tutti questi super poteri felini?

Dal fatto che i gatti sono animali principalmente arborei e per questo hanno sviluppato nel tempo una grande capacità di sopravvivenza alle cadute.

Se hai mai visto un gatto saltare dalla cima di un armadietto e compiere un atterraggio perfetto, allora conosci lo stupore che può ispirare.

I gatti lo fanno sembrare così facile e per loro è un’abilità intrinseca. Questo è il risultato di una combinazione di fisiologia, anatomia e fisica.

Ha anche qualcosa a che fare con l’orecchio interno del tuo gatto. Due attributi fisici, chiamati vestibolo e canali semicircolari, giocano un ruolo decisivo, in questi “atterraggi” così aggraziati e salvavita.

Tutti gli animali hanno questo sistema all’interno del loro orecchio interno che li aiuta a capire la posizione del loro corpo al fine di mantenere l’equilibrio.

Ci sono dei minuscoli sassolini chiamati otoliti e peli molto fini all’interno del vestibolo, quando un animale gira la testa da un lato all’altro, questi “sassolini” piegano i peli che sono attaccati ai nervi che comunicano al cervello in quale direzione sta girando la testa.

I canali semicircolari sono pieni di liquido che aiuta a rilevare i movimenti di rotazione.

I gatti sono in grado di percepire un cambiamento nel loro equilibrio ogni volta che iniziano a cadere.

Questo li spinge a risolvere rapidamente il problema ruotando il loro corpo, nel modo appropriato per un atterraggio di successo.

Questa azione è detta riflesso verticale. Il riflesso verticale inizia a comparire nell’animale intorno alle 3/4 settimane di età, e si perfeziona verso le 7 settimane.

La loro schiena è estremamente flessibile rispetto a quella degli uomini, quindi sono in grado di manipolare i loro corpi molto meglio di quanto potremmo noi durante una caduta. Riescono quindi mettere le zampe anteriori e la testa in posizione per concentrarsi su un punto di atterraggio mentre le gambe posteriori finiscono di ruotare per attutire l’impatto con il suolo che viene ammortizzato dagli arti in modo tale da proteggere gli organi interni.

Questa azione unita alla capacità degli arti anteriori e della colonna vertebrale di compiere ampi movimenti (ogni vertebra è infatti collegata a quella successiva in modo piuttosto libero) fa sì che il micio, pur cadendo da un palazzo di 2 o 3 piani, riporti danni marginali, appunto per il fatto che cade sempre in piedi.

Questione di fisica!

Avete visto come è capace di girarsi su se stesso in un attimo? Un vero mistero di fisica felina!

Un corpo rigido, da solo, non può mettersi a ruotare senza un aiuto esterno, questo mistero è stato svelato negli anni ’60 dal professor Thomas Kane dell’Università di Stanford.

Il gatto, infatti, piega la schiena in modo che le due metà del corpo possano ruotare su due assi di rotazione diversi, poi raccoglie verso di sé le zampe inferiori, per ruotare più velocemente la parte anteriore del corpo.

Come i pattinatori su ghiaccio, che stringono le braccia per roteare più rapidamente.

Il gatto compie poi il movimento opposto, distendendo le zampe anteriori ed accorciando quelle posteriori: raddrizza così anche la parte posteriore del corpo. La ricerca sui gatti, pensate, ebbe delle applicazioni anche alla NASA! Gatti spaziali!

In America si parla di “sindrome da piani alti” per indicare il fenomeno dei gatti che precipitano dai grattacieli per sbaglio. Sono tantissimi! Ma saranno più sbadati i padroni o i mici che, si sa, sono veri curiosi?

Nel 1987, proprio degli scienziati americani valutarono lo stato di salute di 132 gatti newyorkesi caduti da grattacieli, il tasso di sopravvivenza (in ottima salute) era addirittura del 90%.

Studiando i mici salvati, i ricercatori scoprirono che i gatti che avevano riportato più danni erano quelli caduti dai piani più bassi del settimo.

Ancora molti credono che il gatto non cada mai. O, almeno, che cada sempre nel modo «giusto», raddrizzandosi e atterrando morbidamente sulle quattro zampe, e non si faccia male. Non è vero.

É da tenere in considerazione anche l’altezza da dove cadono, eventuali ostacoli durante la caduta, salute dell’animale, ecc. per fortuna, si sta diffondendo la sana abitudine di mettere in sicurezza finestre e balconi.

Il tuo micio ha fatto delle cadute spettacolari? Raccontacele sulle nostre pagine social.

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